La Turchia si racconta spesso come un ponte tra Europa e Asia. Lo Stato stesso ha rifiutato quella comodità: la sua capitale si chiama Ankara e sta in Anatolia, non sullo stretto.
Istanbul sta su entrambi i lati del Bosforo. Una riva è Europa, l'altra Asia, con il Mar di Marmara in mezzo, i Dardanelli davanti e il Mar Nero dietro. Quella posizione è la famosa. Non è la capitale. Nel 1923 la nuova repubblica ha fatto di Ankara la propria sede, una città sull'altopiano interno, lontano dai palazzi sul Corno d'Oro. La costituzione tiene fermo questo: la lingua è il turco, la capitale è Ankara. Il ponte è rimasto una città. Lo Stato si è spostato nell'interno.
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La Turchia a colpo d'occhio
Capitale
Ankara
Superficie
783.562 km²
Abitanti
85,9 milioni
Lingue ufficiali
turco
Valuta
lira turca
Continente
Asia
Particolarità
Capitale Ankara, non Istanbul
L'Anatolia è il corpo
85.878.556 persone vivono su 783.562 chilometri quadrati. La maggior parte di quella superficie è Anatolia, la massa asiatica di altopiano, catene costiere e bacini interni. La parte europea, la Tracia orientale, è il pezzo minore davanti a Istanbul. Disegni la Turchia come un paese europeo e disegni l'eccezione. La disegni solo come un paese asiatico e cancelli lo stretto, senza il quale il nome della città sul Bosforo non ha senso. Ankara sta di proposito sul lato della massa.
La capitale sta nell'Anatolia interna, non su nessuno dei tre mari. Il Mar Nero a nord, l'Egeo a ovest e il Mediterraneo a sud sono i bordi. Ankara è arretrata rispetto a essi, in un paesaggio di steppa e cornice di montagne. La repubblica voleva una sede che non continuasse la Istanbul ottomana. La decisione è rimasta visibile nella geografia. Istanbul commercia, riceve e ricorda. Ankara decide.
Istanbul è lo stretto. Ankara è la decisione di non ridurre lo Stato allo stretto.
— TerraTally · Redazione paesi
Molti bordi, uno stretto
I vicini di terra sono Grecia e Bulgaria sul lato europeo, poi Georgia, Armenia, Iran, Iraq e Siria. Il confine con l'Azerbaigian è la linea corta a Nakhchivan, non un fronte sul cuore azero. L'Armenia sta in mezzo. L'elenco non è un anello di confini simili. La Grecia sta sull'Egeo, Siria e Iraq a sud-est, l'Iran a est. La Turchia tocca così regioni che hanno poco in comune tra loro, e le tiene insieme attraverso l'Anatolia.
Lo stretto resta il luogo in cui la carta si spiega da sé. Il Bosforo, il Mar di Marmara e i Dardanelli collegano il Mar Nero con l'Egeo. Chi vuole lasciare Odessa o Batumi per l'oceano aperto passa da quest'acqua turca. Istanbul siede su quel passaggio ed è perciò più grande, nella conversazione, di Ankara. Lo Stato lo sapeva e ha comunque posto la capitale sull'altopiano. Il passaggio è una posizione. La capitale è una scelta.
Una lingua ufficiale per molte che si parlano
Il turco è la lingua della costituzione. Accanto si parla il curdo, soprattutto nel sud-est, e altre lingue ancora, senza che la costituzione le elevi a statuto ufficiale. Lo Stato ha fatto dell'unità di lingua una forma dello Stato, su un territorio che non è uniforme nella lingua. Questo appartiene alla stessa decisione di Ankara: un centro, un nome, una lingua ufficiale, anche se i bordi hanno un altro aspetto e un altro suono.
Dal 2022 le Nazioni Unite scrivono il nome del paese come Türkiye. In italiano il nome ordinario resta Turchia, in inglese Turkey, in francese Turquie. La lira è la valuta, emessa dalla banca centrale ad Ankara, non a Istanbul. Anche questo mostra l'ordine che il 1923 intendeva. La città famosa resta sull'acqua. Lo Stato, la sua banca e il suo nome stanno nell'interno e insistono a essere più del passaggio tra Europa e Asia.
Cerchi la Turchia sullo stretto e trovi Istanbul e perdi Ankara. Lo Stato ha posto la sede dove l'Anatolia comincia a essere il continente, e non solo una riva.