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Il Ruanda è uno Stato senza porto, governato dalle colline di Kigali

Il Ruanda non ha costa. Kigali governa un altopiano tra Uganda, Tanzania, Burundi e la Repubblica Democratica del Congo.

Il Ruanda è uno Stato senza sbocco al mare, e la sua politica deve avvenire nell'interno. Non c'è un porto che si possa promuovere a capitale. Kigali sta sulle colline, e le colline sono il paese. Ciò di cui lo Stato ha bisogno deve arrivare attraverso la costa di qualcun altro oppure farsi su queste alture.

I vicini sono Uganda, Tanzania, Burundi e la Repubblica Democratica del Congo. A ovest il lago Kivu sta sul confine con il Congo. A est il paese si apre verso la Tanzania e non raggiunge mai il mare. Su 26 338 chilometri quadrati vivono 14 569 341 persone. La superficie è piccola per quella popolazione, ed è abitata quasi ovunque, perché non c'è un deserto costiero vuoto né un mare interno vuoto che assorba la carta. Lo Stato è un altopiano con una capitale nel mezzo.

Ruanda in breve

Capitale

Kigali

Superficie

26 338 km²

Abitanti

14,6 milioni

Lingua/e ufficiale/i

Kinyarwanda, inglese, francese, kiswahili

Valuta

Franco ruandese

Continente

Africa

Particolarità

Colline senza mare intorno a Kigali

Nessun accesso al mare

Senza una costa propria, ogni commercio d'oltremare è una strada attraverso un altro Stato. I porti che il Ruanda usa stanno nei paesi vicini. Strade e politica lì aiutano a decidere se arrivano carburante, macchine o grano. Non è una nota a piè di pagina della posizione. È la posizione. Uno Stato senza mare di queste dimensioni non può fingere che l'oceano sia solo lontano. L'oceano appartiene ad altri, e il confine con loro è terra, lago o fiume, mai una rada propria.

Il lago Kivu non è quindi un mare sostitutivo. È un confine con il bacino del Congo, molto più grande, e un corpo d'acqua interno che due Stati condividono. Il Burundi a sud è anch'esso senza sbocco al mare. Uganda e Tanzania hanno coste che il Ruanda non ha. La capitale non può amministrare via quell'asimmetria. Può costruire strade, magazzini e trattati. Non può mettere un porto su un lago e chiamarlo Atlantico.

Senza un porto, tutto ciò che regge lo Stato deve reggere nell'interno: la capitale, le strade, la lingua.

— TerraTally · Redazione paesi

Kigali sulle colline

Kigali è la capitale perché la costituzione la mette lì e perché il paese non ha una seconda città sull'acqua che possa contestare il rango. L'amministrazione è centrale. Ministeri, incroci stradali e la memoria politica dello Stato stanno sulle stesse alture. Le colline non sono scenografia. Terrazze, strade di crinale e insediamento sparso sono il modo in cui una popolazione densa vive su una superficie piccola senza impilarsi in una città portuale.

La lingua nazionale è il kinyarwanda. Le lingue ufficiali sono kinyarwanda, inglese, francese e, per una legge organica successiva, il kiswahili. Il kinyarwanda è il parlato quotidiano di tutto il paese delle colline. Inglese e francese sono le lingue degli uffici, delle scuole e dei legami esterni, il francese dalla tradizione statale più antica, l'inglese dalla svolta verso la Comunità dell'Africa orientale e il Commonwealth. Il kiswahili lega il paese alla regione più ampia. Il franco ruandese è la valuta di questo Stato senza mare, non uno scellino costiero dei vicini.

La cesura del 1994

Il genocidio contro i tutsi nel 1994 è la cesura del presente. Furono uccisi tutsi, e anche hutu moderati. Il paese che dopo andava ancora governato era lo stesso altopiano senza porto, con lo stesso insediamento denso, e con uno Stato ricostruito a Kigali. La memoria del genocidio non è una faccenda privata accanto all'amministrazione. È un ordine pubblico, con memoriali, con un calendario e con un centro politico che non lascia andare l'interpretazione.

Per questo il 1994 sta in un profilo di paese che altrimenti parla di colline e di una costa mancante. La geografia non ha spiegato il genocidio e non lo ha impedito. Spiega perché lo Stato, da allora, dipende così tanto da una sola capitale interna. Non c'è un porto in cui spostare la politica, e non c'è una seconda metropoli su un fiume che equilibri Kigali. L'altopiano resta l'intero palcoscenico: amministrazione, lingua, memoria.

Il Ruanda è piccolo sulla carta e denso sul terreno, senza una costa che apra la chiusura. Kigali governa perché il paese non ha un altro luogo in cui uno Stato in questa posizione possa raccogliersi. Il porto resta all'estero. La responsabilità resta sulle colline.