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Il Bangladesh è uno Stato dentro il delta, non accanto

Il Gange, il Brahmaputra e il Meghna costruiscono il Paese e lo minacciano. Dacca governa quella pianura.

Il Bangladesh non sta accanto al delta. È il delta. I grandi fiumi hanno costruito il territorio, e la stessa pianura porta la capitale, il raccolto e la piena.

Il Gange, il Brahmaputra e il Meghna si incontrano su questa pianura e proseguono nel golfo del Bengala. Dacca governa da dentro quella rete, non da un altopiano. Lo Stato ha 175.686.899 abitanti su 147.570 chilometri quadrati. La superficie è quella di una foce, non quella di un Paese di montagne con cime vuote. L'India chiude quasi tutto il Paese. Il Myanmar ne condivide solo il bordo sud-orientale.

Il Bangladesh in breve

Capitale

Dacca

Superficie

147.570 km²

Abitanti

175,7 milioni

Lingua/e ufficiale/i

Bengalese

Valuta

Taka

Continente

Asia

Particolarità

Stato nel delta del Gange, del Brahmaputra e del Meghna

I fiumi sono il Paese

Il Padma, lo Jamuna e il Meghna non sono uno sfondo davanti alla capitale. Spostano isole, mangiano le rive e depositano terra nuova. Il suolo su cui cresce il riso è lo stesso suolo che il monsone può mettere sott'acqua. Un ciclone uscito dal golfo non colpisce una striscia costiera lontana. Colpisce il proseguimento della pianura dove vive la maggior parte della gente. Fertilità e pericolo hanno lo stesso indirizzo.

A sud-ovest i bracci passano nei Sundarbans, una foresta di mangrovie al confine con l'India. L'insediamento denso si ferma lì. Il delta no. Chattogram, a sud-est, è il porto marittimo da cui il Paese esce dalla pianura. Nemmeno il porto sta sopra i fiumi. Sta dove la pianura incontra il mare. Il Bangladesh non ha una seconda geografia alle spalle.

Dacca governa sulla pianura

La capitale non è stata messa al bordo del delta per schivare l'acqua. Sta dentro. Ministeri, mercati e l'industria dell'abbigliamento, che regge l'export, si stringono sullo stesso suolo allagabile. Popolazione e superficie stanno nella stessa frase: 175.686.899 persone su 147.570 chilometri quadrati vuol dire che la pianura è lo spazio di vita, non un margine vuoto intorno a una città. Dacca concentra ciò che il Paese intero è già.

Una capitale su una pianura così non può abolire l'acqua. Può organizzare argini, allarmi e terreno su cui ritirarsi, e può fallire quando il monsone e il ciclone arrivano insieme. Non è uno sfondo naturale accanto alla politica. È la condizione in cui lavorano i ministeri. Se racconti Dacca solo come una città gigante, senza i fiumi, racconti una città senza il suo suolo.

I fiumi hanno fatto il Paese. La capitale deve restare su quel suolo.

— TerraTally · Redazione paesi

Una lingua diventata Stato

Il bengalese è la lingua ufficiale e la ragione politica del Paese. La lingua si parla anche nello Stato indiano del Bengala Occidentale. Lo Stato non è comparso comunque come provincia. È comparso contro l'idea di ereditare un'altra lingua come lingua dello Stato. Nel 1971 quella pretesa è diventata l'indipendenza dal Pakistan. La costituzione fissa il bengalese, e la valuta è il taka della Bangladesh Bank. La lingua tiene insieme un delta che l'India quasi chiude nella geografia.

Il confine con l'India è lungo, fittamente abitato e mai solo una linea sulla carta. A sud-est, sul breve confine con il Myanmar, vive un gran numero di rohingya cacciati dal Myanmar. Non sono un bordo del delta. Sono parte del suo presente politico. Il Bangladesh resta lo Stato che, sulla terra deposta dai fiumi, afferma una lingua propria, una capitale propria e un confine proprio.

Il Bangladesh non finisce dove finisce la città. Finisce dove i fiumi entrano nel mare. Tra la città e il mare c'è lo Stato, e Dacca non sta in disparte.